venerdì 23 novembre 2012

Gemma, la fata del respiro

la danzatrice spagnola Gemma Marti
“Il respiro è come una fata. È un tesoro con cui possiamo abbellire la nostra danza e connetterci con il pubblico e con noi stessi”, Gemma Marti.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Una leggenda si tramanda. Una storia passa da un palmo a un sottofondo di pura realistica immaginazione. Ma è tutto in più parole. Una giovane donna racconta. Leggo da lei. Scruto la scenografia che insisto possa esistere. Un deserto lontano si sforza di essere cullato dall’aria oceanica. Si è come storditi. Lei mi ha offerto i colori e un dipinto già espressivo. Io ho provato a fare il resto.

“Lo spettacolo è stato di suprema eleganza. Essenze floreali permeavano il suo libero arbitrio. Fascino insolito" prosegue nel viaggio la danzatrice spagnola Gemma Marti, "Le luci si abbassarono e il pubblico mormorio cessò in una frazione di secondo. Non si respirava. Torsi sporgevano dai sedili in posizione verticale e dritti con un sospiro completamente fermo in una magia istantanea. Attesa per l’apparizione degli artisti sul palco. 

Quando la musica ha iniziato le spalle si sono rilassate. Il sorriso ha oltrepassato la frontiera delle proprie labbra. La tensione è sgusciata in tutto il suo fiato. Tutto è apparentemente tornato alla normalità. Dopo pochi minuti la musica accelerò il ritmo, e così pure il battito del pubblico. Il segno di un ballerino darbuka ha lasciato nello show grande energia. I loro corpi perfettamente posizionati nella saggia aria stilizzata per fornire al pubblico l’emozione.

Sussulti di sorpresa quando improvvisamente apparve la bella danza, e il respiro è stato scandito dalla stessa velocità dei movimenti degli artisti. La musica è diventata misteriosa. Sensuale. Avvolgente e lenta. Molto lenta. È stato il momento del battito del pubblico. Movimenti sinuosi e capelli luminosi. Qualche mano arruffata sul cuore glorioso sta ancora trattenendo il soffio di un momento emozionante”

“La danza orientale non è facile. Quando l'insegnante inizia a dire – bacino integrato, spalle rilassate ma in posizione verticale del tronco, glutei, spremitura, sorriso, e ora fate il passo -  Ecco boom, c'è sempre qualcuno rosso in volto, e a quel punto ti dice, "ragazze rilassatevi, ricordatevi di respirare”. La concentrazione è intensa.

Forse a questo punto delle mie intuizioni oniriche, posso anche provare a intingere dagli specchi di un fiume di passaggio. Avvicinando ciò che sento a quanto udito. Il suggerimento che mi sono appena permesso di dare è stato subito trasformato in un'ulteriore cantilena di soli movimenti.

Gemma, ma cos’è per te la danza orientale? “Per me, la danza del ventre è la vita. La speranza. L’eccitazione. È come toccare il cielo con le mani. Come prendere il tè alla menta. È il calpestio a piedi nudi. È l’arancione e deserto di sabbia rossa. È il passeggiare tra haimas pieni di collane argento e ambra, braccialetti di rame, anelli mille forme e l'odore delle spezie di cannella, vaniglia, senape. È come il profumo di arancio, narcisi, violette. Veramente, sentire la vita”.


Gemma Marti durante un'esibizione insieme alla Nefershu Lotus Company

la danzatrice spagnola Gemma Marti durante una performance collettiva
la danzatrice spagnola Gemma Marti durante una performance collettiva
la danzatrice spagnola Gemma Marti durante una performance collettiva
a danzatrice spagnola Gemma Marti durante una performance collettiva
la danzatrice spagnola Gemma Marti durante una performance collettiva
la danzatrice spagnola Gemma Marti durante una lezione di danza del centre

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